UB-Logo Online MagazinUntergrund-Blättle

Afghanistan, una guerra costosa e rischiosa | Untergrund-Blättle

390

Internazionale Afghanistan, una guerra costosa e rischiosa

International

La guerra in Afghanistan, quella iniziata il 7 ottobre 2001, ha provocato la morte di 21 soldati italiani, 1.400 soldati alleati, 6 mila soldati e poliziotti afgani, circa 25 mila guerriglieri talebani e quasi 11 mila civili afgani (di cui oltre 3 mila vittima degli attacchi talebani e almeno 7 mila uccisi dalle truppe alleate - più di 3 mila civili morirono nei soli bombardamenti aerei del 2001-2002).

75 kilometers west of Kandahar, Afghanistan.
Mehr Artikel
Mehr Artikel
Bild ansehen

Bild: 75 kilometers west of Kandahar, Afghanistan. / PD

25. September 2009
0
0
3 min.
Stampa
Correzione
In totale, quindi, almeno 43 mila vite umane sono state stroncate in otto anni di guerra.

La spedizione militare in Afghanistan è costata finora ai contribuenti italiani oltre due miliardi e mezzo di euro. All'inizio la missione aveva un costo annuo medio di circa 300 milioni di euro, ma oggi - con il progressivo invio di più uomini e mezzi - supera ampiamente il mezzo miliardo (il che significa quasi un milione e mezzo di euro al giorno).

Per la tanto propagandata ricostruzione dell'Afghanistan, l'Italia ha speso finora circa 40 milioni di euro.

Distruggere o ricostruire? Queste cifre, che su scala maggiore sono le stesse per gli Stati Uniti e gli altri alleati, sono il frutto della strategia adottata dalla Nato in Afghanistan, soprattutto negli ultimi anni. Nel dicembre 2007 il capo del Pentagono, Robert Gates, dichiarò che in Afghanistan "la Nato deve spostare la sua attenzione dall’obiettivo primario della ricostruzione a quello di condurre una classica controinsurrezione". E così è stato. Si è deciso che prima bisognava vincere la guerra e sconfiggere i talebani, e solo poi ricostruire il paese.

"Come nella seconda guerra mondiale – spiegava recentemente nel dibattito di Firenze l’analista militare Gianandrea Gaiani – prima si sconfissero i nazisti, poi si ricostruì l’Europa con il piano Marshall".

"Io non condivido questa sequenza, prima la sicurezza e poi ricostruzione", gli aveva ribattuto il generale Fabio Mini, ex comandante delle truppe Nato in Kosovo. "Oggi la sicurezza in Afghanistan non è assicurata da nessuno, tanto meno dalle forze militari straniere. Controllare il territorio significa avere il consenso della gente.

Noi non potremo mai avere sicurezza fino a quando non sarà garantita la sopravvivenza agli afgani. C’è bisogno di ricostruire l’Afghanistan, anzi, di lasciarlo costruire a chi ha le forze: ai civili. Lasciamo perdere i militari".

I rischi per i soldati. Fino a tre anni fa le truppe italiane schierate in Afghanistan erano concentrate a Kabul, dove la situazione era ancora molto tranquilla, e non svolgevano azioni di combattimento - se si escludono le forze speciali della Task Force 45 impegnate nell'operazione segreta ‘Sarissa'.

Dall'estate del 2006, con spostamento del contingente stato nelle regioni più ‘calde' dell'ovest, sono iniziati i primi scontri con i guerriglieri talebani, ufficialmente solo ‘difensivi'. Dal gennaio 2009 le truppe italiane, mutate nella loro composizione (non più alpini e bersaglieri ma solo parà della Folgore), cresciute di numero (quasi 3 mila) e dotate di mezzi più aggressivi (carri armati ed elicotteri da combattimenti), hanno ufficialmente iniziato le azioni ‘offensive' penetrando in zone controllate dai talebani (Farah e Badghis).

Da allora i soldati italiani sono quotidianamente impegnati in azioni di combattimento e in vere e proprie battaglie nelle quali hanno ucciso centinaia di guerriglieri.

Anche le truppe rimaste a presidiare Kabul, ormai accerchiata e infiltrata dai talebani, si sono trovate esposte a imboscate e attacchi, sia fuori che dentro la capitale.

Enrico Piovesana

Articoli correlati...
Riot police during the demonstrations in Athens.
GreciaNiente è finito. Tutto comincia adesso

16.02.2012

- Lo sapevano tutti che non poteva durare ancora a lungo. La «mina vagante» greca, come veniva chiamata dai broker di mezzo mondo, prima o poi sarebbe esplosa.

mehr...
Iraq 2006.
Un tentativo di comprendere il fenomeno dello “Stato Islamico”Barbarie globalizzata

23.10.2014

- Di nuovo. Di nuovo, il presidente degli Stati Uniti mobilita la coalizione di tutti quelli disposti ad entrare in campo contro “il male”.

mehr...
Arild Vågen (   - )
Colpo di Stato«Niente è finito. Tutto comincia adesso»

19.02.2012

- Talvolta viene da pensare che sia una vera disgrazia il fatto che la rivoluzione «di riferimento» per gli anarchici sia quella avvenuta in Spagna nel 1936.

mehr...
Bearbeiten Più precariato, meno controlli, più morti sul lavoro: Osservatorio indipendente di Bologna sui morti di [...]

09.12.2013 - [italienische Oringinalversion von frn #60593] Il 1 dicembre sette lavoratori e lavoratrici cinesi morivano in un incendio in un capannone a Prato. La ...

Estallido social para una nueva normalidad en colombia

22.06.2021 - El 28 de abril pasado se llevó a cabo el Paro Nacional en Colombia. Lo que iba a ser una jornada de protesta se transformó en la movilización ciudadana [...]

Dossier: Datenüberwachung
Neolexx
Propaganda
Che Guevara Memorial

Aktueller Termin in Hamburg

Ronja Schwikowski: Punk as F*ck - Die Szene aus FLINTA-Perspektive

pudel

Sonntag, 2. Oktober 2022 - 20:00 Uhr

Pudel, St. Pauli Fischmarkt 27, 20359 Hamburg

Event in Luzern

Destroyer

Sonntag, 2. Oktober 2022
- 21:00 -

Südpol

Arsenalstrasse 28

6011 Luzern

Guarda Anche...

Keanu Reeves und Carrie-Ann Moss beim Dreh von Matrix 4 in San Francisco, Februar 2020.
Vorheriger Artikel

Matrix Reloaded

Nachgeladen, aber wie?

Parking Day in München.
Nächster Artikel

Europäische Mobilitätswoche vom 16. bis 22. September 2022

Lüneburger Initiativen nehmen am Parking Day teil und organisieren Pop-up-Radweg als Umweltspur

Untergrund-Blättle